La decisione dopo oltre 20 anni di presenza sul territorio cinese: General Motors deve salvaguardare l’intera redditività aziendale in un mercato ormai dominato dalla case asiatiche.
La decisione era nell’aria, ma l’ufficialità scuote l’intero panorama.
Dopo oltre vent’anni di attività in uno dei territori più strategici al mondo, il marchio statunitense ferma la commercializzazione dei propri veicoli all’ombra della Grande Muraglia.
Questo passo, come riporta Autospecial, certifica le gravi difficoltà dei costruttori occidentali nell’affrontare un ecosistema profondamente mutato, ormai dominato dalle case asiatiche.
Sapere che Chevrolet dice addio al mercato cinese evidenzia un netto e strutturato riposizionamento strategico di General Motors per salvaguardare l’intera redditività aziendale.
Autore: Francesco Puppato
Vive in Polonia dove, dopo aver agio come Lead Finance Controlling, ricopre il ruolo di Project Manager per una multinazionale del tabacco; precedentemente è stato Senior Controller, Supervisore del reparto logistico e BMW Task Force Manager per una holding italiana operante nel settore dell'automotive e prima ancora responsabile del Controllo di Gestione per gli stabilimenti polacchi di una holding italiana del settore del bianco, partendo dal dipartimento finanziario di una multinazioanle italiana attiva nel settore dei motori elettrici.
Laureato in "Economia Aziendale" con indirizzo in "Management ed Organizzazione", parla quattro lingue (italiano, inglese, polacco e francese) ed ha poi conseguito 12 Master e 6 certificazioni. Dal 2015 al 2020 ha curato la rubrica "About economy and Social Equity" per la rivista "Economia - ecaroundworld", dal 2017 al 2019 ha collaborato con "Wall Street Italia", nel 2019 con "Economista.info" mentre dal 2020 collabora con "Wall Street Cina", "Gazzetta Italia" e "Polonia Oggi", dal 2021 con "RisorseUmane-HR". Founder di "General Magazine".
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