Nel decreto Pa e protezione civile, che martedì ha ottenuto l’ok del Consiglio dei ministri e che, dopo la pausa estiva, inizierà dal Senato il suo iter di conversione in legge, c’è una norma, l’articolo 4, che s’intitola “Disposizioni urgenti in materia di Servizio sanitario regionale e di salute pubblica” e che contiene la nomina di un Commissario straordinario destinato a governare i postumi ambientali lasciati dal periodo pandemico.
Come riporta Il Sole 24 Ore, dovrà avere una comprovata esperienza nella direzione e gestione di strutture organizzative complesse e sarà lui a dover gestire, entro il 31 marzo 2027, le attività di deposito, custodia, movimentazione, organizzazione dei trasporti, dismissione e smaltimento dei materiali acquisiti in passato dal ministero della Salute.
A colpire è soprattutto la mole dei rifiuti interessati. La relazione tecnica allegata al Dl parla di 312.504 metri cubi di materiali attualmente stoccati. Che corrispondono – si legge nel testo – a “circa 22.692 tonnellate, presso 16 magazzini dislocati sul territorio nazionale“. La quasi totalità dei quali, pari al 98,69% (mascherine, tute, camici e guanti), per fortuna, appartiene alla categoria di “rifiuti non pericolosi”.
Il costo della misura non è proprio secondario, visto che è cifrato per 44 milioni di euro per l’anno in corso e 40 per il prossimo. Risorse che vengono reperite attraverso più canali.
I primi 44 arrivano da tre fonti: 25 milioni da una riduzione della dote istituita dalla Finanziaria 2008 per le transazioni con i soggetti danneggiati da trasfusioni infette, 10 milioni da una vecchia autorizzazione di spesa contenuta nella finanziaria 2006 e i restanti nove dal Fondo esigenze indifferibili creato dalla legge di stabilità 2015.
Per i secondi 40 milioni si attinge a un solo bacino, gli indennizzi dei danni provocati dalle vaccinazioni anti-Covid.