Vietato l’ingresso per tutti i tipi di veicoli ed indipendentemente dalla nazionalità del proprietario.
L’Ue ora riscopre i tanto odiati confini, mentre dal Mediterraneo entra la qualunque.
Le auto con targa russa non potranno più entrare nei confini dell’Unione europea.
Sabato scorso al valico di frontiera con la Bielorussia a Terespol si è tenuta una conferenza stampa con la partecipazione del Ministro degli Affari Interni e dell’Amministrazione (MSWiA) Mariusz Kamiński ed alla conferenza, come riporta Polonia Oggi, è stato annunciato il divieto di ingresso in Polonia, in quanto confine dell’Ue, per le macchine registrate in Russia.
Ciò significa che nessuna macchina registrata in Russia potrà entrare nel territorio dello stato polacco e, quindi, nei confini dell’Ue.
Questo vale per tutte le macchine, sia quelle commerciali che quelle private, indipendentemente dal fatto che il proprietario dell’auto sia russo o di altra nazionalità.
L’introduzione del divieto è legata alla pubblicazione delle direttive della Commissione Europea sul divieto di ingresso nell’Unione Europea per le macchine registrate in Russia.
Il divieto è entrato in vigore sabato scorso a mezzanotte ed è valido da ieri.
Di colpo l’Ue, che tanto predica la rimozione dei confini etichettandoli come populismo, ci tiene ad alzare i muri contro la Russia, mentre nel mar Mediterraneo stanno entrando immigrati irregolari senza sosta.
Autore: Francesco Puppato
Vive in Polonia dove ricopre il ruolo di Lead Finance Controlling per una multinazionale del tabacco; precedentemente è stato Senior Controller, Supervisore del reparto logistico e BMW Task Force Manager per una holding italiana operante nel settore dell'automotive e prima ancora responsabile del Controllo di Gestione per gli stabilimenti polacchi di una holding italiana del settore del bianco, partendo dal dipartimento finanziario di una multinazioanle italiana attiva nel settore dei motori elettrici.
Laureato in "Economia Aziendale" con indirizzo in "Management ed Organizzazione", parla quattro lingue (italiano, inglese, polacco e francese) ed ha poi conseguito 12 Master e 6 certificazioni. Dal 2015 al 2020 ha curato la rubrica "About economy and Social Equity" per la rivista "Economia - ecaroundworld", dal 2017 al 2019 ha collaborato con "Wall Street Italia", nel 2019 con "Economista.info" mentre dal 2020 collabora con "Wall Street Cina", "Gazzetta Italia" e "Polonia Oggi", dal 2021 con "RisorseUmane-HR". Founder di "General Magazine".
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Bella democrazia europea , gli scafisti però li lasciamo entrare non fanno niente per bloccarli..le coste dell’ Italia sono coste Europee..
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