Per liberare le navi cargo di cereali ucraini, i russi vogliono il lasciapassare per i componenti chimici.
Il rinnovo dell’accordo per l’esportazione del grano ucraino è vitale per garantire la sicurezza alimentare a diversi Paesi del mondo.
Però oggi quel patto, siglato a luglio, è a rischio: i russi infatti chiedono, in cambio del lasciapassare per le navi cargo piene di cereali, il lasciapassare per componenti chimici di fabbricazione russa necessari per produrre fertilizzanti (ovvero ammoniaca) di cui la federazione è un grande produttore.
Come riporta “Euronews”, colloqui tra le parti sono in corso anche a Mosca tra rappresentanti delle Nazioni Unite, garanti del patto di luglio, ed il Cremlino.
Il ministro della difesa turco Hulusi Akar, in visita a Istanbul col ministro delle infrastrutture ucraino, ha ricordato che in questi tre mesi 345 navi in totale hanno trasportato 7,7 milioni di tonnellate di grano dai porti ucraini, contribuendo considerevolmente a limitare i rincari dei prodotti alimentari derivati.
L’ accordo sul grano è entrato in vigore il primo agosto per 3 mesi, ai primi di novembre è necessario un rinnovo perché i cereali ucraini possano salpare dai porti del Mar Nero controllati dai russi.
Autore: Francesco Puppato
Vive in Polonia dove ricopre il ruolo di Lead Finance Controlling per una multinazionale del tabacco; precedentemente è stato Senior Controller, Supervisore del reparto logistico e BMW Task Force Manager per una holding italiana operante nel settore dell'automotive e prima ancora responsabile del Controllo di Gestione per gli stabilimenti polacchi di una holding italiana del settore del bianco, partendo dal dipartimento finanziario di una multinazioanle italiana attiva nel settore dei motori elettrici.
Laureato in "Economia Aziendale" con indirizzo in "Management ed Organizzazione", parla quattro lingue (italiano, inglese, polacco e francese) ed ha poi conseguito 12 Master e 6 certificazioni. Dal 2015 al 2020 ha curato la rubrica "About economy and Social Equity" per la rivista "Economia - ecaroundworld", dal 2017 al 2019 ha collaborato con "Wall Street Italia", nel 2019 con "Economista.info" mentre dal 2020 collabora con "Wall Street Cina", "Gazzetta Italia" e "Polonia Oggi", dal 2021 con "RisorseUmane-HR". Founder di "General Magazine".
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