No all’utilizzo ai fini del controllo di massa.
Disattivazione automatica dopo la pandemia.
Circola un po’ di timore tra i parlamentari europei, in riferimento all’utilizzo delle app per tracciare i contagi da coronavirus.
Si teme, infatti, un utilizzo improprio delle stesse app, con il fine di monitorare i dati delle masse da parte degli Stati e delle Istituzioni in generale.
Il loro utilizzo ha indubbiamente subìto un forte incremento visto il tentativo di usare la tecnologia “smart tracing” per limitare il contagio da Covid19 e, trattando dati sensibili, sono scattate diverse preoccupazioni a livello di privacy dei cittadini.
A rassicurare gli utilizzatori, sono arrivate le dichiarazioni del commissario europeo per la Giustizia Didier Reynders, durante una seduta plenaria:
“Le app non possono essere utilizzate per sorveglianza di massa; le persone manterranno il controllo dei propri dati. Le app dovrebbero essere utilizzate solo durante la crisi ed essere disattivate al più tardi al termine della pandemia.”
Reynders ha poi aggiunto che la disattivazione deve avvenire anche se gli utenti dovessero dimenticare di disinstallare le applicazioni.
Autore: Francesco Puppato
Vive in Polonia dove ricopre il ruolo di Lead Finance Controlling per una multinazionale del tabacco; precedentemente è stato Senior Controller, Supervisore del reparto logistico e BMW Task Force Manager per una holding italiana operante nel settore dell'automotive e prima ancora responsabile del Controllo di Gestione per gli stabilimenti polacchi di una holding italiana del settore del bianco, partendo dal dipartimento finanziario di una multinazioanle italiana attiva nel settore dei motori elettrici.
Laureato in "Economia Aziendale" con indirizzo in "Management ed Organizzazione", parla quattro lingue (italiano, inglese, polacco e francese) ed ha poi conseguito 12 Master e 6 certificazioni. Dal 2015 al 2020 ha curato la rubrica "About economy and Social Equity" per la rivista "Economia - ecaroundworld", dal 2017 al 2019 ha collaborato con "Wall Street Italia", nel 2019 con "Economista.info" mentre dal 2020 collabora con "Wall Street Cina", "Gazzetta Italia" e "Polonia Oggi", dal 2021 con "RisorseUmane-HR". Founder di "General Magazine".
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