Lula: “Pacifisti senza coraggio di opporsi a genocidio di Gaza”

Il presidente brasiliano attacca l’Onu: “Dov’è?”.
Poi continua: “Stanno morendo donne e bambini che non c’entrano nulla con la guerra”.

Il presidente brasiliano, Luiz Inácio Lula da Silva, è tornato a parlare degli attacchi israeliani alla Striscia di Gaza, ribadendo che considera la situazione un “genocidio“.

Il leader progressista, che ha aperto una crisi diplomatica con Tel Aviv paragonando all’Olocausto la crisi palestinese, ha citato la morte di donne e bambini per chiedere l’intervento delle Nazioni Unite.

Il monito del presidente brasiliano arriva insieme a quello di Josep Borrell, alto rappresentante dell’Ue (approfondimento al link).

Lula, come riporta Ansa, la notte scorsa durante una cena celebrativa per il 44mo anniversario del suo Partito dei lavoratori (Pt), ha dichiarato quanto di seguito:

Le persone che difendono la pace nel mondo non hanno molto coraggio nel difendere le donne e i bambini della Striscia di Gaza, che vengono assassinati ogni giorno, perché quella non è una guerra, è un genocidio. Nello stesso modo in cui noi del Pt condanniamo l’atto terroristico di Hamas, nello stesso modo in cui diciamo che Hamas deve liberare gli ostaggi israeliani e che Israele deve liberare gli ostaggi palestinesi, dobbiamo dire: smettete di uccidere donne e bambini che non hanno nulla a che fare con questa guerra. Dov’è l’Onu, che dovrebbe esistere per impedire che queste cose accadano?“.

Brasile: aumenta la disapprovazione per Lula

In aumento la reputazione “cattiva o pessima” del suo operato.
Stabile invece il dato di chi lo apprezza; si sposta l’elettore “medio”.

Cresce la percentuale di brasiliani che reputa il governo del presidente progressista Luiz Inacio Lula da Silvacattivo o pessimo“, mentre risulta stabile il dato di quanti gradiscono l’operato del capo di Stato.

Lo rivela un sondaggio pubblicato da Datafolha, poi ripreso da Ansa.

Secondo il rilevamento, il gradimento di Lula (“eccellente, buono“) è rimasto stabile al 38%, col rialzo di un punto rispetto all’indagine condotta a giugno (su un margine di errore di due punti).

Il dato di quanti lo reputano invece “cattivo o pessimo” è aumentata di quattro punti, al 31%.

Chi si è spostato sono stati dunque gli elettori che si collocavano in un livello di gradimento medio, spostandosi verso un livello negativo.