Renzi attacca Letta

Dopo le parole su Di Maio, l’ex premier attacca anche il Segretario del Pd: “In difficoltà, inizia a mentire”.
Poi non risparmia la Meloni.

Matteo Renzi, dopo aver attaccato Luigi Di Maio, si scaglia contro Enrico Letta.

Recentemente, infatti, aveva detto che Di Maio lo criticava sull’uso dell’AirForce ma che lui lo usa 8 volte di più.

Ora si scaglia contro Enrico Letta, suo predecessore alla guida di Palazzo Chigi, e lo fa tramite la newsletter ma anche tramite i social, diventati ormai lo strumento di comunicazione preferito dai politici.

Tra botte e risposte, punzecchiature e vere e proprie liti, ormai il vero confronto politico va in scena sui social.

Le acredini tra Matteo Renzi ed Enrico Letta risalgono al 2014 e, secondo il leader di Italia viva, da quel momento il segretario dem coverebbe del risentimento nei suoi confronti. L’ultimo casus belli tra i due sono state alcune dichiarazioni di Enrico Letta, che hanno infastidito Matteo Renzi, celere nel replicare via social.

Intervistato da “Radio Capital“, come riporta “Il Giornale”, Matteo Renzi ha escluso categoricamente il suo ritorno alla guida del Pd:

È stata un’esperienza bellissima, ma era un Pd completamente diverso da quello di oggi, ovvero un partito che ha fatto scelte sbagliate: penso che dal 26 settembre partirà il congresso, perché la strategia di Letta lo porterà a una sonora sconfitta“.

A tal proposito, infatti, Matteo Renzi ha punzecchiato ancora Letta, lanciando una frecciatina nemmeno troppo velata a Giorgia Meloni e al significato del suo simbolo:

Non sono le alleanze che fanno vincere ma le idee chiare. Con Calenda ho fatto un ragionamento semplice: nel Paese, c’è bisogno di un’area non guidata dalla fiamma di Meloni, ma nemmeno da questo nuovo Pd che ha perso l’idea del riformismo, dominato dal rancore personale di Enrico Letta“.

Sondaggio: FI cresce dello 0,5%, M5S sempre più giù

Centrodestra, se unito, al 46,6%.
Giallorossi al 33,8%.

È uscito il nuovo sondaggio Swg sul gradimento dei partiti in Italia.

Come riporta “Il Giornale”, gli ultimi sondaggi portano buone notizie per il centrodestra che, se si dovesse presentare unito alle prossime elezioni, sarebbe la coalizione che gli italiani premierebbero in misura maggiore rispetto al centrosinistra. Storia diversa per il fronte giallorosso, che allo stato attuale non riesce a incassare una quota di voti sufficiente per prendere le redini del prossimo governo in maniera autonoma. A influire negativamente sull’asse giallorosso sono i risicati numeri del Movimento 5 Stelle, protagonista di un tracollo che va avanti ormai da mesi e che non sembra essere destinato a fermarsi.

Stando all’ultimo sondaggio di Swg reso noto da Enrico Mentana nel corso del Tg La7, Fratelli d’Italia è ancora il primo partito nelle intenzioni di voto degli elettori: lo schieramento di Giorgia Meloni nell’arco di una settimana ha incrementato i consensi, con un +0,2 che lo fa salire al 21,5%. Lieve crescita anche per il Partito democratico, che va al 21,2% con una variazione positiva dello 0,1%. Invece la Lega non riesce a recuperare terreno: il partito di Matteo Salvini contiene comunque la perdita, con un calo dello 0,2% che lo accredita al 17%.

Continuano a giungere pessime fotografie per il Movimento 5 Stelle: il nuovo corso di Giuseppe Conte non è riuscito a imprimere una svolta nei sondaggi. Anzi, ha finito per peggiorare i numeri: l’ultima rilevazione registra un crollo dello 0,4%, che fa precipitare i grillini al 12,6%. Non superare la soglia del 13% di certo è uno choc da un punto di vista politico, sintomo di come la proposta pentastellata non sia più apprezzata e ritenuta valida dagli elettori. Trend positivo invece per Forza Italia: il partito azzurro incassa lo 0,5% e si porta all’8,1%.

Infine si trovano i partiti con minore consenso rispetto alle formazioni politiche principali: Azione di Carlo Calenda e +Europa insieme perdono lo 0,2% e scendono al 4,8%, Mdp-Articolo 1 (2,4%, +0,2%), Italia Viva di Matteo Renzi (2,3%, in calo dello 0,4%), Verdi (2,2%, con una variazione negativa dello 0,3%), Sinistra italiana (stabile al 2,1%) e Italexit con Gianluigi Paragone (2%, in crescita dello 0,3%). Le altre liste si attestano al 3,8%, in aumento dello 0,2%. La quota di chi non si esprime rimane invariata al 42%.

Il centrodestra unito ha indubbiamente ottimi margini per governare il Paese dopo le elezioni politiche che, a meno di una crisi di governo, si terranno nella primavera del 2023: Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia in maniera compatta sfiorano il 47%, nello specifico si portano al 46,6%. Il divario per i giallorossi è davvero profondo: Partito democratico e Movimento 5 Stelle uniti si fermano al 33,8%.