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ONG: da Lamorgese e governo via libera al taglio delle multe

Intesa tra maggioranza e ministro dell’Interno per portare le sanzioni a 560 euro rispetto all’attuale forbice che va da 250.000 ad 1 milione di euro prevista dal decreto Salvini.
Seguono altre modifiche che rendono sostanzialmente intoccabili le ONG.

C’è l’intesa tra Luciana Lamorgese e gli esponenti della maggioranza per apportare un taglio decisamente significativo alle multe previste per le ONG nel decreto Salvini.

L’incontro, avvenuto ieri martedì 14 luglio al Viminale, si è concluso con la sostanziale approvazione della proposta avanzata del ministro dell’Interno: le multe per le ONG che effettuano soccorsi in mare e che dovessero violare i divieti di ingresso nelle acque territoriali italiane scenderebbero a 560 euro contro la l’attuale forbice che va da 250.000 a 1 milioni di euro prevista dal decreto Salvini.

Scomparirebbe anche l’attuale norma inerente al sequestro immediato dell’imbarcazione e l’arresto per il comandante.

Ancora, verrebbero ampliati i casi in cui è possibile applicare la protezione umanitaria ed il ripristino di alcune forme di accoglienza come i piccoli gruppi distribuiti nei piccoli comuni.

Come riportato da “Il Corriere della Sera” e da molte altre testate, il punto cruciale sarebbe quello di applicare il codice della navigazione, con le sanzioni che verrebbero dunque decise dalla magistratura anziché dai prefetti.

L’incontro sul tema non era il primo e ne seguiranno degli altri, con l’intenzione di presentare un decreto legge a settembre.

Le sanzioni diventerebbero dunque simboliche, per non dire inesistenti.

Friuli Venezia Giulia: persi 18.000 residenti in sei anni

Crollo delle nascite e fuga dei giovani all’estero le due principali cause.
Udine e Trieste le province più colpite; media in aumento.

Forte calo della popolazione in Friuli Venezia Giulia: la regione ha perso in sei anni 18.000 residenti.

I due principali motivi sono il crollo della natalità ed il trasferimento all’estero da parte di molti giovani; lo dice l’”Ansa” che, a sua volta, pubblica uno studio nato dalla rielaborazione dei dati Istat del ricercatore Ires Fvg Alessandro Russo.

Il ricercatore evidenzia come al primo gennaio del 2019 i residenti friulani fossero 1.215.537 mentre un anno dopo, al primo gennaio del 2020, la quota fosse diminuita di 4.180 unità facendo assestare il totale a 1.211.357 residenti.

Sei anni il Friuli Venezia Giulia contava poco meno di 1.230.000 residenti, ovvero 18.000 in più rispetto all’attuale cifra.

Più nel dettaglio, il calo si è sostanziato nelle province di Udine (-2.758 unità, pari al -0,52%) e Trieste (-945 residenti, pari al -0,40%). Hanno invece retto un po’ meglio l’urto le province di Gorizia (-0,24%) e Pordenone (-0,05%).

Proprio Pordenone, invece, a livello comunale è riuscita ad incrementare i propri residenti di 159 unità (equivalenti al +0,31%). In onda positiva, sempre a livello comunale, anche Monfalcone (+304 unità, pari al +1,07%).

La disamina conclude mettendo in luce che nel 2019 le nascite sono calate di circa 3.000 unità, facendo registrare la soglia più bassa almeno dai primi anni Novanta, e che prende sempre più piede l’emigrazione all’estero. In quest’ultimo caso, parliamo soprattutto di giovani con titoli di studio elevati.

Nel corso del 2019 il numero degli italiani residenti in Friulia Venezia Giulia che hanno deciso di trasferirsi all’estero è stato all’incirca pari a 3.500 unità, che mette in luce una media in aumento.

Polonia: Duda riconfermato Presidente della Repubblica

Riconfermato il candidato uscente del partito al governo.
Vittoria di misura al ballottaggio su Trzaskowski, che ha assorbito i voti dei candidati eliminati al primo turno.

Andrzej Sebastian Duda ha vinto le elezioni presidenziali, riconfermandosi come presidente della Repubblica Popolare della Polonia.

Nel primo turno, svoltosi domenica 28 giugno, Duda aveva distanziato con un buon margine (13,5% in più rispetto al secondo classificato tutti gli altri candidati (undici in totale), pur non riuscendo ad ottenere il 50% più uno dei voti.

Al ballottaggio, che si è tenuto ieri domenica 12 luglio, il rivale Rafal Trzaskowski (sindaco di Varsavia, liberale ed appartenente al partito P.O.) è riuscito ad accaparrarsi quasi tutte le preferenze degli altri candidati eliminati, ma ciò non è bastato ed Andrzej Duda (alleato del partito conservatore attualmente al governo PiS) si è imposto con un margine di circa 2,5 punti percentuali riuscendo a riconfermarsi nel ruolo di presidente della Polonia.

Di seguito, il dettaglio delle votazioni del primo e del secondo turno:

Eurogruppo: Donohoe la spunta su Calvino e Gramegna

L’irlandese si impone a sorpresa sui concorrenti.
Italia, Francia, Germania e Spagna sostenevano la candidata spagnola.

È il ministro delle finanze irlandese il nuovo presidente dell’Eurogruppo.

Pascal Donohoe ha battuto, contro tutte le previsioni, il rivale lussemburghese Pierre Gramegna e soprattutto la candida spagnola Nadia Calvino.

Quest’ultima, erano proprio il candidato sostenuto dall’Italia, dalla Germania e dalla Francia, oltre ovviamente che dalla Spagna.

Il voto dei ministri delle finanze è segreto, ma per essere riuscito a farsi eleggere in un voto a maggioranza significa che Donohoe ha ricevuto l’appoggio di almeno 10 Stati.

Il suo mandato, che avrà una durata dii due anni e mezzo, inizierà ufficialmente in data lunedì 13 luglio e andrà a sostituire quello dell’attuale portoghese Mario Centeno.

Vaccini: l’inchiesta svizzera e la Polonia unico Paese a dire no

Corsa all’acquisto per milioni di euro di vaccini poi mai utilizzati; chi li ha, cerca di rivenderli prima che scadano. L’Oms, attaccato, cambia la definizione di “pandemia”.
L’ex ministro polacco alla Salute non ne comprò neanche uno, ma la Polonia non subì alcuna epidemia.

È una frenetica corsa al vaccino, quella per il coronavirus.

La pandemia da Covid19 che ha colpito il mondo intero seminando panico e terrore, ha visto e tutt’ora vede diversi punti di vista darsi battaglia in merito a come sia meglio affrontare e gestire l’emergenza.

Ma, ancor prima, la battaglia riguarda il capire di cosa realmente si stia trattando. Dalle posizioni definite “complottiste” che individuano nel vaccino solo il grande business (approfondimento al link), a chi sostiene che il vaccino sia utile ed arriverà, si spera, entro la fine dell’anno (approfondimento al link).

Un caso su tutti, però, spicca agli occhi: è quello della Polonia, con l’allora ministro alla Salute Ewa Kopacz, che fu l’unico Paese a non comprare neanche una dose di vaccino in occasione dell’epidemia di H1N1.

Paesi di tutto il mondo scatenarono una corsa all’acquisto dei vaccini, che rimasero poi in molti casi addirittura inutilizzati (nel video sotto riportato si vedono le quote inutilizzate su quelle acquistate).

A livello europeo si spesero circa 5 miliardi di euro, a livello mondiale circa 18 miliardi di euro.

La Svizzera, per esempio, ha venduto all’Iran 750.000 dosi prima che scadessero.

L’Oms, che ha recentemente subìto il ritira degli Usa dall’Organizzazione da parte del presidente americano Donald Trump (approfondimento al link), attaccato sul tema, modificò la definizione di “pandemia” sul suo sito. La definizione medesima passa da “malattia che si diffonde molte velocemente e causa un gran numero di malati gravi e di morti” ad una definizione che non parla di morti e malati, non facendo più percepire la differenza tra influenza pandemica ed influenza stagionale.

L’Oms, a sua volta, si è giustificato definendo l’accaduto come un equivoco.

Di seguito il video con l’inchiesta: