Mini (BMW): addio all’elettrico totale entro il 2030

Nel 2021 aveva comunictao la volontà di produrre solo auto elettriche, ora fa retromarcia.
Peyton: i motori termici mantengono un’importanza cruciale.

Il ritmo dell’elettrificazione automobilistica subisce un altro rallentamento inaspettato.

Quello che sembrava un percorso ormai tracciato verso la completa transizione elettrica si sta rivelando molto più accidentato del previsto, con MINI che diventa l’ultimo marchio a fare retromarcia sui propri ambiziosi piani.

La casa automobilistica britannica, parte del Gruppo BMW, come riporta Tom’s Hardware Italia, aveva annunciato nel 2021 l’intenzione di vendere esclusivamente veicoli elettrici entro la fine del decennio, ma ora la realtà del mercato ha imposto un cambio di rotta significativo, rivelando quanto sia complesso il passaggio a una mobilità completamente a zero emissioni.

In un’intervista rilasciata ad Automotive News, Michael Peyton, vicepresidente di MINI per le Americhe, ha confermato l’abbandono del progetto di elettrificazione totale:

Ci stiamo ancora muovendo in quella direzione ma abbiamo constatato che, specialmente per il mercato nordamericano, i motori termici mantengono un’importanza cruciale e continueranno ad averla nel prossimo futuro“.

Questa rivalutazione ha portato MINI a modificare la propria strategia globale, con un impegno rinnovato verso lo sviluppo di veicoli con propulsori tradizionali per un periodo più lungo di quanto inizialmente previsto.

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Autore: Francesco Puppato

Vive in Polonia dove ricopre il ruolo di Lead Finance Controlling per una multinazionale del tabacco; precedentemente è stato Senior Controller, Supervisore del reparto logistico e BMW Task Force Manager per una holding italiana operante nel settore dell'automotive e prima ancora responsabile del Controllo di Gestione per gli stabilimenti polacchi di una holding italiana del settore del bianco, partendo dal dipartimento finanziario di una multinazioanle italiana attiva nel settore dei motori elettrici. Laureato in "Economia Aziendale" con indirizzo in "Management ed Organizzazione", parla quattro lingue (italiano, inglese, polacco e francese) ed ha poi conseguito 12 Master e 6 certificazioni. Dal 2015 al 2020 ha curato la rubrica "About economy and Social Equity"  per la rivista "Economia - ecaroundworld", dal 2017 al 2019 ha collaborato con "Wall Street Italia", nel 2019 con "Economista.info" mentre dal 2020 collabora con "Wall Street Cina", "Gazzetta Italia" e "Polonia Oggi", dal 2021 con "RisorseUmane-HR". Founder di "General Magazine".

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