Tim, dimissioni Puyfontaine: titolo sale

Dimissioni dal Cda di cui faceva parte dal 2015.
Richiesta di discontinuità nel board di Vivendi.

Arnaud de Puyfontaine si è dimesso dal Consiglio di amministrazione di Tim in cui sedeva dal 2015.

Il passo indietro del numero uno della francese Vivendi ha effetto immediato e sarebbe legato a una richiesta di discontinuità nel board.

Nel dettaglio, in Vivendi, primo azionista di Tim con una quota vicina al 24%, c’è insoddisfazione rispetto alla presidenza di Salvatore Rossi, giudicato non imparziale.

Dopo la notizia delle dimissioni, il titolo Tim sale a Piazza Affari segnando un rialzo di oltre il 2% con un massimo toccato a 0,2555 euro, sui massimi da luglio 2021.

De Puyfontaine, si legge nella nota della società, ha sottolineato come “in questa fase di dialogo costruttivo fra i principali azionisti di Tim e le istituzioni sotto la guida del nuovo Governo, sia fondamentale che tutte le parti siano libere di lavorare in maniera costruttiva e trasparente nell’interesse della società e di tutti i suoi azionisti“.

Per questo motivo il manager “ritiene opportuno dedicarsi, come Chief Executive Officer di Vivendi, a ristabilire per Tim un percorso di crescita e ad assicurare che il valore reale del Gruppo e della rete, nella sua unicità, siano correttamente riconosciuti“.

Il manager ha confermato che Tim e l’Italia restano centrali nei piani di investimento di Vivendi; svicolandosi dal De Puyfontaine potrebbe poi puntare ad avere maggiore libertà nel dialogo con il Governo sul dossier rete.

Per Vivendi l’obiettivo resta sempre quello di far emergere il valore di Tim, che ancora non è apparso in modo risolutivo secondo la società.

Universal Music: Vivendi fissa 18,50 euro ad azione

Capitalizzazione di mercato di 33,4 miliardi di euro.
La quotazione in programma ad Amsterdam oggi.

18,50 euro.

Questo è il prezzo di riferimento per ogni azione che Vivendi ha fissato per la controllata Universal Music (Umg); la capitalizzazione di mercato è pari a 33,4 miliardi di euro.

La quotazione è prevista oggi ad Amsterdam, tramite uno scorporo con il quale il 60% delle azioni di Umg andrà direttamente agli azionisti del gruppo francese.

Mediaset come Fiat: sede legale in Olanda

Voto favorevole dell’assemblea al 95,57%.
Residenza fiscale e amministrazione centrale rimarranno in Italia.

Con una presenza pari all’81,81% del capitale, l’assemblea ha espresso un voto favorevole pari al 95,57% al trasferimento della sede legale di Mediaset in Olanda.

Esattamente come fatto da Fiat (ora FCA) qualche anno fa, anche Mediaset trasloca e porta la sede legale nei Paesi Bassi.

Le parole del presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, sono state le seguenti:

Con assoluta convinzione e determinazione, abbiamo cercato di portare avanti il progetto MFE e siamo pronti per iniziare questo nuovo percorso europeo. La scelta dell’Olanda come sede legale è volta a collocare la sede della società in una giurisdizione che, per diversi motivi, risulta ideale allo scopo di un consolidamento su scala pan-europea come dimostrano i numerosi trasferimenti proprio in Olanda della sede di molti gruppi, anche italiani, a vocazione internazionale.

In una nota la società ci tiene a precisare che la sede fiscale e l’amministrazione centrale rimarranno comunque in Italia; le azioni continueranno ad essere quotate sulla Borsa Italiana ed i soci che non hanno concorso all’approvazione possono esercitare diritto di recesso ottenendo un controvalore di 2,18 euro per azione rispetto ai 2,868 euro dell’attuale prezzo di Borsa, considerando però che il valore sarà ridotto in virtù del dividendo da 30 centesimi per azione approvato oggi dall’assemblea e che sarà messo in pagamento il 21 luglio prossimo.

Mediaset, dopo anni di liti presso i tribunali di tutta Europa, il 3 maggio ha siglato un’intesa che prevederà l’uscita graduale in 5 anni di Vivendi dal capitale Mediaset e un concreto patto di non belligeranza.

Il nuovo Cda Mediaset sarà composto dai seguenti nomi: Fedele Confalonieri (presidente), Pier Silvio Berlusconi, Marco Giordani, Gina Nieri, Niccolo’ Querci, Stefano Sala, Marina Berlusconi, Danilo Pellegrino, Carlo Secchi, Marina Brogi, Alessandra Piccinino, Stefania Bariatti (tratti dalla lista di maggioranza presentata dall’azionista di Fininvest) e da Giulio Gallazzi, Costanza Esclapon de Villeneuve, Raffaele Cappiello (della lista di minoranza dei fondi).