Francia: social network vietati ai minori di 15 anni

Il divieto parte dal 1 settembre; sarà il primo Paese nell’Ue.
L’obiettivo dichiarato è ridurre l’uso precoce dei social, la dipendenza digitale e il cyberbullismo.

La Francia ha compiuto un passo destinato a far discutere ben oltre i propri confini.

Nei giorni scorsi il Parlamento ha approvato una legge che, a partire dal 1° settembre prossimovieta l’accesso ai social network ai minori di 15 anni.

Le piattaforme saranno tenute a verificare l’età degli utenti e gli account già esistenti dovranno essere adeguati entro un periodo transitorio di alcuni mesi.

Come riporta Quotidiano.Net, si tratta della prima normativa di questo tipo adottata in un Paese dell’Unione europea e rappresenta un cambio di prospettiva nella tutela dei più giovani: non si punta più soltanto a promuovere un uso consapevole della Rete, ma si introduce un vero e proprio limite legale all’accesso.

L’obiettivo dichiarato è ridurre l’esposizione dei minori ai rischi connessi all’uso precoce dei social, dalla dipendenza digitale al cyberbullismo, fino alla diffusione di contenuti potenzialmente dannosi.

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Autore: Francesco Puppato

Vive in Polonia dove, dopo aver agio come Lead Finance Controlling, ricopre il ruolo di Project Manager per una multinazionale del tabacco; precedentemente è stato Senior Controller, Supervisore del reparto logistico e BMW Task Force Manager per una holding italiana operante nel settore dell'automotive e prima ancora responsabile del Controllo di Gestione per gli stabilimenti polacchi di una holding italiana del settore del bianco, partendo dal dipartimento finanziario di una multinazioanle italiana attiva nel settore dei motori elettrici. Laureato in "Economia Aziendale" con indirizzo in "Management ed Organizzazione", parla quattro lingue (italiano, inglese, polacco e francese) ed ha poi conseguito 12 Master e 6 certificazioni. Dal 2015 al 2020 ha curato la rubrica "About economy and Social Equity"  per la rivista "Economia - ecaroundworld", dal 2017 al 2019 ha collaborato con "Wall Street Italia", nel 2019 con "Economista.info" mentre dal 2020 collabora con "Wall Street Cina", "Gazzetta Italia" e "Polonia Oggi", dal 2021 con "RisorseUmane-HR". Founder di "General Magazine".

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