La casa automobilistica punta anche al ritorno al diesel dopo i fallimenti dell’elettrico.
Sul tavolo anche collaborazioni con produttori cinesi.
Il settore automotive sta attraversando una fase di profonda instabilità, segnata da un ripensamento globale delle strategie industriali e dalla situazione geopolitica sempre meno favorevole.
In questo scenario di incertezza e dopo un’annata finanziaria complessa, come riporta HDmotori, Stellantis vuole recuperare competitività e, oltre alle strategie industriali come il possibile ritorno del diesel (approfondimento al link) e le trattative con costruttori cinesi, punta sul miglioramento della produttività interna.
Una delle azioni attuate in questo senso è il ritorno in ufficio per i suoi dipendenti in tutto il mondo.
La misura prevede la fine del lavoro da remoto, chiamato “smart working” in Italia, e l’obbligo di presenza in ufficio per cinque giorni a settimana.
A partire dal periodo del post-pandemia, l’azienda aveva adottato delle policy di lavoro agile che richiedevano una presenza minima di solo un giorno e mezzo a settimana.
Autore: Francesco Puppato
Vive in Polonia dove ricopre il ruolo di Lead Finance Controlling per una multinazionale del tabacco; precedentemente è stato Senior Controller, Supervisore del reparto logistico e BMW Task Force Manager per una holding italiana operante nel settore dell'automotive e prima ancora responsabile del Controllo di Gestione per gli stabilimenti polacchi di una holding italiana del settore del bianco, partendo dal dipartimento finanziario di una multinazioanle italiana attiva nel settore dei motori elettrici.
Laureato in "Economia Aziendale" con indirizzo in "Management ed Organizzazione", parla quattro lingue (italiano, inglese, polacco e francese) ed ha poi conseguito 12 Master e 6 certificazioni. Dal 2015 al 2020 ha curato la rubrica "About economy and Social Equity" per la rivista "Economia - ecaroundworld", dal 2017 al 2019 ha collaborato con "Wall Street Italia", nel 2019 con "Economista.info" mentre dal 2020 collabora con "Wall Street Cina", "Gazzetta Italia" e "Polonia Oggi", dal 2021 con "RisorseUmane-HR". Founder di "General Magazine".
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