Il Mondo di Ketty – Il Diavolo veste… plastica e la vende a 80 euro.

Un sabato semplice con tua figlia e Il diavolo veste Prada 2, si trasforma in una riflessione sui consumi moderni quando scopri che la borsetta porta‑popcorn “esaurita” costava in realtà 80 euro. Una borsa di plastica andata a ruba più dei libri.

Quando il gadget supera il film e l’editoria resta a guardare.

Avevo deciso di approfittare del sabato libero del lungo ponte del Primo Maggio per fare una cosa semplice e preziosa: passare del tempo con mia figlia. 
Niente programmi ambiziosi, niente corse: solo noi due.

Prima tappa: un rapido check‑out a Bello Dentro, il nostro piccolo universo di ospitalità e valigie in transito. 
Poi, per restare fedeli allo spirito della giornata, un pranzo da adolescenti con le finanze da attenzionare: McDonald’s, patatine condivise e chiacchiere leggere. 
Infine, il gran finale: un film per sognare un po’: Il diavolo veste Prada 2, perché ogni tanto fa bene lasciarsi abbagliare dal luccichio dell’alta moda, anche solo per due ore.

Il film? Carino, elegante, con quel retrogusto malinconico sulla crisi dell’editoria che ormai è più reale della trama stessa. 
Ma la vera scena cult non era sullo schermo. 
Era… al banco dei popcorn.

Sabato, mentre prendevo i nostri popcorn, ho notato che mancava il gadget di cui avevo sentito parlare: una borsetta porta‑popcorn. 
Chiedo informazioni. 
Risposta: “Esaurita.” 
Fine della storia. O almeno così pensavo.

Solo oggi scopro il dettaglio mancante: aveva un prezzo. 
E non un prezzo simbolico da gadget cinematografico. 
No. 
Ottanta euro. 
Per una borsa di plastica.

Ottanta. 
Euro. 
Una borsa. 
Di plastica.

La cosa più sorprendente non è il prezzo, ma il fatto che siano andate a ruba il primo giorno. 
In un mondo in cui l’editoria fatica a vendere libri da 18 euro, il pubblico corre a comprare una borsetta usa‑e‑getta da 80. 
Forse il vero sequel non è il film, ma la realtà: 
Il diavolo veste Prada 2.
La vendetta del marketing.

Io, che volevo solo passare un sabato semplice con mia figlia, sono uscita con una domanda che vale più di qualsiasi recensione: 
ma davvero oggi il valore lo decide una borsa di plastica?

Secondo voi cosa dice di noi questa corsa ai gadget? Parliamone: il valore oggi lo decidiamo noi o il marketing? Sarà che sono cresciuta a pane e buon senso, ma certe cose continuo a non digerirle.