Thyssenkrup si trasforma in una holding finanziaria

Tradotto, la storica Thyssenkrupp chiude: sede centrale ridotta da 500 a 100 dipendenti e ulteriori tagli per 1.000 posti nell’amministrazione.

Secondo quanto riportato dai media e poi ripreso da Giubbe Rosse, il gruppo industriale Thyssenkrupp sarà trasformato in una holding finanziaria.

Il consiglio di amministrazione guidato dal CEO Miguel Lopez intende così gettare le basi per vendere ulteriori parti dell’azienda, ha riferito domenica il quotidiano Bild, citando fonti interne al gruppo. La sede centrale dovrebbe essere ridotta dagli attuali 500 a 100 dipendenti, con ulteriori tagli nell’amministrazione che interesserebbero circa 1.000 dipendenti.

“Ciò che rimane è solo una società holding senza contenuto”, ha affermato una persona vicina alla vicenda.

Oltre alle misure già note per il settore siderurgico e il cantiere navale Thyssenkrupp Marine Systems, il commercio di materiali dovrebbe essere quotato in borsa, preparando così la sua uscita dal gruppo. Tuttavia, una settimana e mezzo fa, in occasione della presentazione dei dati trimestrali, il CEO di Thyssenkrupp Lopez aveva affermato che il settore Material Services era e rimaneva “il core business” dell’azienda.

Lopez ha così smentito un articolo dell’agenzia di stampa Bloomberg, che all’inizio di aprile, citando fonti informate, aveva riferito che il gruppo di Essen stava valutando alternative per l’attività, tra cui una scissione.

Secondo l’articolo di giornale, anche una parte della divisione forniture auto dovrebbe essere chiusa o venduta. “Nel migliore dei casi rimarrà solo un guscio vuoto”, avrebbe affermato un manager. I piani devono ancora essere approvati dal consiglio di sorveglianza. “Non sono previste resistenze significative, quindi dovrebbe passare”, hanno riferito le fonti. Il gruppo ha comunicato che ci sono continui cambiamenti. Non è escluso un cambiamento nella filiale commerciale, ha affermato un portavoce.

Secondo quanto riportato, la riorganizzazione dovrebbe comportare una proroga del contratto di Lopez. Il consiglio di sorveglianza prorogherà il contratto nella riunione del 16 settembre, secondo quanto riferito da fonti autorevoli del gruppo. Thyssenkrupp ha rifiutato di commentare la prevista proroga del contratto.

Siemens taglierà più di 6.000 posti di lavoro

La maggior parte dei licenziamenti avverrà in Germania.
Colpito principalmente il settore automazione, poi quello delle soluzioni di ricarica.

Anche Siemens avvia i licenziamenti.

Più precisamente, come riporta LaPresse.it, taglierà più di 6.000 posti di lavoro in tutto il mondo.

Di questi, la maggior parte, tra i 2.660 e i 2.850, saranno in Germania; ad essere particolarmente colpito è il settore dell’automazione e, in misura minore, quello delle soluzioni di ricarica.

A livello globale, 5.600 dei 68.000 posti di lavoro nel settore dell’automazione industriale saranno tagliati mentre altri 450 posti di lavoro andranno persi nel settore delle soluzioni di ricarica per veicoli elettrici.

L’azienda ha presentato ai rappresentanti dei dipendenti i piani per aumentare ulteriormente la propria competitività globale.

I piani riguardano le unità nel settore dell’automazione presso Digital industries e il settore della ricarica dei veicoli elettrici presso Smart infrastructure.

La nota del gruppo recito quanto di seguito:

Le mutate condizioni nei mercati chiave hanno reso necessari adeguamenti della capacità in entrambi i casi. Per due anni, il mercato tedesco, in particolare, è stato in calo. Di conseguenza, le capacità in Germania dovranno essere adeguate; i licenziamenti correlati alle operazioni in Germania sono esclusi. L’obiettivo è rafforzare la futura competitività delle attività interessate e consentire investimenti nei mercati in crescita. Nonostante gli adeguamenti pianificati, l’organico totale di Siemens in Germania tenderà a rimanere stabile a causa delle assunzioni in altre aree in crescita“.

L’annuncio della Siemens segue quello di altre grandi aziende tedesche in crisi come Volkswagen, ThyssenKrupp, Bosch, Audi e Basf.

Siemens è una multinazionale tedesca fondata nel 1847, è attiva nei settori della tecnologia, della mobilità, dei servizi ed ha la sua sede a Monaco di Baviera ma è presente con diversi uffici in circa 200 Paesi a livello globale.

Thyssenkrupp taglia 1.800 posti di lavoro

Tutte le riduzione avverranno nel settore automotive.
Il piano è quello di ridurre 150 milioni di euro.

Dalla filiera automobilistica tedesca continuano ad arrivare senza sosta annunci di riduzioni degli organici.

L’ultima azienda a comunicare un ridimensionamento della forza lavoro è il colosso Thyssenkrupp, intenzionato a tagliare 1.800 posizioni nella sua divisione Thyssenkrupp Automotive Technology.

Il ridimensionamento, come riporta Quattroruote, rientra in un più ampio pacchetto di misure volto a ridurre i costi di 150 milioni di euro: la Thyssenkrupp intende anche ridurre gli investimenti e il capitale circolante e congelare temporaneamente le assunzioni, in particolare per le posizioni al di sopra di una certa soglia salariale non meglio definita.