Il desiderio è un mistero. Il sesso, forse, il suo funerale

Parthenope e la forza di chi sceglie di non consumarsi (subito).


Certe frasi arrivano leggere, ma restano incollate alla pelle.
L’altra mattina, scorrendo distrattamente TikTok, mi sono imbattuta in una recensione del film Parthenope, l’ultimo film di Paolo Sorrentino. Una scena, una frase, una crepa:
“Il desiderio è un mistero e il sesso il suo funerale.”

Non so se fosse la luce dell’alba, la voce del tik toker o le immagini frame del film. So solo che queta frase mi si è piantata nella testa. Perché dentro c’è tutto: ironia, profondità, verità.
E anche una dichiarazione di indipendenza: quella del desiderio femminile, così spesso sottovalutato, troppo presto dato per scontato, o ancora peggio, consumato.

Il desiderio non è un pretesto. È il centro.

Viviamo in un’epoca in cui il sesso è scioritato in ogni dove, ma il desiderio sembra sbiadito. Eppure, per molte donne – me compresa – il desiderio è tutto tranne che una fase transitoria.
Nel mio mondo interiore. È ritmo, lentezza, tensione che non chiede di essere sciolta. A volte è architettura, altre è istinto .
E chi l’ha detto che il piacere debba stare solo nell’arrivo?
C’è chi gode nel restare in viaggio. L’attesa è essa stessa piacere.

Il rischio del consumo precoce

Non è che il sesso sia il nemico, intendiamoci, anzi può aprirti mondi inesplorati e regalartiemozioni che nemmeno immaginavi.
Ma diciamoci la verità: quante volte l’atto spegne ciò che l’attesa aveva acceso?
Il mistero, l’intesa, la possibilità… tutte cose che, una volta entrate nel territorio del reale, perdono qualcosa.
Forse è per questo che certe donne – come Parthenope – non si negano: si custodiscono.

Il potere (e il piacere) di non andare

Parthenope, in quella frase tagliente e sensuale, dice che non tutto ciò che bramiamo deve per forza essere consumato.
Che desiderare è una forma di potere, e non c’è nulla di più femminile del sapere restare nel fuoco, senza bruciarsi.
Che a volte il desiderio è un romanzo, e il sesso… una nota a piè di pagina.
E tra una grande storia e una postilla qualunque, sappiamo bene dove vogliamo stare.

Un nome antico, della mitologia greca

Non è un caso che Sorrentino abbia chiamato così la sua protagonista.
Parthenope, nella mitologia, era una sirena. Non una donna qualunque: una creatura che incantava i marinai con il suono della sua voce. Non li toccava, non li seduceva col corpo, ma li attirava in una dimensione, in cui il desiderio era senza carne.
E quando Ulisse resistette al suo canto, lei – ferita, forse umiliata – non si vendicò: si lasciò cadere, divenne parte del paesaggio.
Ma il suo mito è rimasto.
Ed è ancora qui, a ricordarci che non tutto ciò che ci fa vibrare ha bisogno di compiersi per essere reale.

E tu, dove ti collochi?

Io, lo dico senza vergogna, sono un’innamorata dell’amore e del desiderio. Di quelli che si costruiscono piano, che ti tolgono il respiro  che non si consumano con facilità.
Quella che si nutre di dettagli, di tensioni sottili, di sospensioni.
Quella che, anche quando arriva il momento di andare oltre, non sa mai se vuole davvero farlo.
Perché il desiderio è una città vista di notte, da lontano, emozionante e bellissima.
Il sesso? A volte solo un parcheggio.

E allora sì, se dobbiamo proprio arrivarci, che almeno il tragitto sia la parte più bella.

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Autore: Ketty Zambuto

Nata ad Agrigento il 2 ottobre 1968, ha vissuto nella sua città d'origine fino all'ottobre del 2020, quando una nuova opportunità lavorativa l'ha portata a Milano, città che ha imparato a conoscere e amare. Attualmente lavora come personale ATA in una scuola milanese. Nel corso della sua carriera, ha accumulato una vasta gamma di esperienze professionali: ha iniziato come centralinista per un'impresa edile nel 1991, ha lavorato come contabile nella ditta di trasporti del padre fino al 1993 e, nello stesso anno, si è sposata e ha gestito con il marito un'attività di assistenza e vendita di macchine per ufficio e commercio. Durante le stagioni estive, ha collaborato anche nella cucina di ristoranti. La passione per la scrittura l'ha accompagnata da sempre. Ha esordito con un racconto per il libro saggio "Da un'avversità nasce un'opportunità" (Biblios Edizioni). Successivamente, ha pubblicato autonomamente "Puro Amore" nel 2023, una storia di vita vera, e "Diario di una musa" nel 2025, un'autobiografia che narra la nascita di un amore.

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