Nigeria: senatori rifiutano invasione militare del Niger

Perlopiù la decisione arriva dai senatori del Nord.
La Nigeria è il Paese con più peso nell’Ecowas.

Sono soprattutto gli Stati del nord a frenare il presidente nigeriano Bola Tinubu neI perseguire la via di un intervento militare contro i golpisti nel confinante Niger.

Lo riferisce oggi il sito Nigeria Newspapers Online, citato poi da Ansa, dando conto della riunione a porte chiuse tenuta ieri dai senatori della Nigeria, Stato federale peso massimo dell’Ecowas con 215 milioni di abitanti, un esercito da 135 mila uomini (secondo il Global Fire Power index) e un confine di 1.500 km con il Niger.

Nel titolare “I senatori, in una seduta burrascosa, respingono l’invasione militare del Niger“, il sito scrive che “molti senatori del Nord non erano a favore della richiesta, poiché sostenevano che ciò avrebbe compromesso la pace nella loro regione. Una fonte che era al corrente delle discussioni tra i senatori, che si sono incontrati a porte chiuse, ha detto che i legislatori di sette Stati del Nord, che condividono il confine con la Repubblica del Niger, ovvero Sokoto, Kebbi, Katsina, Zamfara, Jigawa, Yobe e Borno, hanno respinto con veemenza la mossa“.

Il sito Legit sostiene che “almeno il 90% del Senato nigeriano ha respinto la richiesta” di Tinubu “di invadere la Repubblica del Niger“.

La circostanza è rilevante in quanto la Costituzione della Nigeria impone che le forze di sicurezza non possano combattere all’estero senza la preventiva approvazione del Senato, tranne in casi di “rischio o pericolo imminente” per la sicurezza nazionale.

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Autore: Francesco Puppato

Vive in Polonia dove ricopre il ruolo di Lead Finance Controlling per una multinazionale del tabacco; precedentemente è stato Senior Controller, Supervisore del reparto logistico e BMW Task Force Manager per una holding italiana operante nel settore dell'automotive e prima ancora responsabile del Controllo di Gestione per gli stabilimenti polacchi di una holding italiana del settore del bianco, partendo dal dipartimento finanziario di una multinazioanle italiana attiva nel settore dei motori elettrici. Laureato in "Economia Aziendale" con indirizzo in "Management ed Organizzazione", parla quattro lingue (italiano, inglese, polacco e francese) ed ha poi conseguito 12 Master e 6 certificazioni. Dal 2015 al 2020 ha curato la rubrica "About economy and Social Equity"  per la rivista "Economia - ecaroundworld", dal 2017 al 2019 ha collaborato con "Wall Street Italia", nel 2019 con "Economista.info" mentre dal 2020 collabora con "Wall Street Cina", "Gazzetta Italia" e "Polonia Oggi", dal 2021 con "RisorseUmane-HR". Founder di "General Magazine".

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