Tesla: taglio di oltre il 20% a Shanghai

Cala la domanda: ridotta la produzione.
Giù anche i prezzi di Model 3 e Model Y.

La domanda di auto in Cina è fiacca e Tesla prevede di ridurre a dicembre la produzione della Model Y nel suo stabilimento a Shanghai di oltre il 20% rispetto al mese precedente, secondo quanto hanno riferito due fonti all’agenzia Reuters a conoscenza del piano di produzione del gigante dei veicoli elettrici. Una notizia per altro anticipata da Bloomberg. L’ultimo segno che la domanda in Cina non soddisfa le aspettative.

Proprio mentre il livello delle scorte nello stabilimento di Tesla a Shanghai è aumentato notevolmente dopo che è stato completato un upgrade degli impianti di produzione quest’estate, con l’inventario di veicoli elettrici che è cresciuto al ritmo più veloce di sempre a ottobre. La casa automobilistica statunitense ha ridotto i prezzi dei veicoli Model 3 e Model Y fino al 9% in Cina e ha offerto incentivi assicurativi, che hanno contribuito ad aumentare le vendite di novembre delle sue auto prodotte in Cina del 40% da ottobre e dell’89,7% in più rispetto a un anno fa. Infatti, Tesla ha consegnato 100.291 veicoli elettrici fabbricati nel paese del Dragone a novembre, le vendite mensili più elevate dall’apertura della sua fabbrica a Shanghai alla fine del 2020.

Gli alti livelli di scorte di Tesla a Shanghai arrivano mentre il mercato automobilistico cinese deve affrontare il rallentamento della domanda e le interruzioni delle catene di approvvigionamento locali. Inoltre, l’incertezza su quando la Cina farà una mossa importante per allentare la sua politica zero-Covid ha offuscato le prospettive per il più grande mercato automobilistico del mondo, sebbene alcune città cinesi abbiano adottato misure per allentare alcune restrizioni a seguito delle proteste delle ultime settimane. A livello globale Tesla aveva pianificato di aumentare nettamente la produzione dei veicoli elettrici Model Y e Model 3 nel quarto trimestre di quest’anno. La società ha anche in programma di avviare la produzione di una versione rinnovata della Model 3 nel terzo trimestre del 2023 sempre a Shanghai poiché mira a ridurre i costi di produzione.

Nel frattempo, come riporta Milnao Finanza, Tesla richiamerà 435.132 veicoli in Cina perché un difetto del software potrebbe causare la mancata accensione delle luci posteriori, come ha dichiarato l’Amministrazione statale per la regolamentazione del mercato. Il richiamo riguarda 142.277 veicoli Model 3 prodotti tra il 27 dicembre 2020 e il 7 novembre 2022 e quasi 300.000 veicoli Model Y prodotti tra il 1° gennaio 2021 e l’11 novembre 2022. Le luci posteriori su uno o entrambi i lati del veicolo potrebbero non accendersi perché un’anomalia del firmware potrebbe causare falsi rilevamenti di guasti durante il processo di accensione del veicolo. Tesla distribuirà un aggiornamento software over-the-air per risolvere il problema.

Il titolo Tesla scende dell’1,3% a 192,38 dollari nel pre-mercato a Wall Street. La scorsa settimana ha guadagnato un +5,30%, ma la performance da inizio anno resta in profondo rosso: -44%. Il consenso Bloomberg registra 27 rating buy, 12 hold, 6 sell con un target price medio a 287 dollari.

Autore: Francesco Puppato

Vive in Polonia dove si occupa di Controllo di Gestione per gli stabilimenti polacchi di una holding italiana; parla quattro lingue (italiano, inglese, polacco e francese) ed ha precedentemente lavorato nel dipartimento finanziario della Holding Orange1. Laureato in "Economia Aziendale" con indirizzo in "Management ed Organizzazione", ha poi conseguito i Master in "Gestione delle Risorse Umane ed Organizzazione del Lavoro", "Controllo di Gestione" e "Diritto Bancario". È "Coach certificato" e vanta corsi in "Business Plan", "Project Management secondo gli standard internazionali" e "Tempi e Metodi". Inoltre, ha il "patentino Bloomberg", l'"Europass Mobilità" e l'"ECDL". Dal 2015 al 2020 ha curato la rubrica "About economy and Social Equity"  per la rivista "Economia - ecaroundworld", dal 2017 al 2019 ha collaborato con "Wall Street Italia", nel 2019 con "Economista.info" mentre dal 2020 collabora con "Wall Street Cina", "Gazzetta Italia" e "Polonia Oggi", dal 2021 con "RisorseUmane-HR". Founder di "General Magazine".

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