Internal Marketing – la Comunicazione

Rubrica Lavoro: nell’ambito dell’intenral marketing, dopo lì’integrazione oggi il focus riguarda la comunicazione.
Ne abbiamo parlato con Mariusz Wróbel e Patrycja Dańków.

Continua la collana degli articoli sulle tematiche lavorative; oggi la “Rubrica Lavoro” riprende l’articolo fatto con Mariusz Wróbel inerente all’internal marketing (link per la versione italiana e link per la versione polacca) per scendere più nel dettaglio ed analizzare ad uno ad uno i punti salienti di questo strumento, esattamente come già fatto in occasione del focus sull’integrazione (link per la versione italiana e link per la versione polacca).

Oggi, in particolare, il focus riguarda la comunicazione (disponibile anche in lingua polacca al link).

Mariusz, nell’intervista precedente hai menzionato quattro fattori di base che influenzano il marketing interno complessivo in un’azienda; oggi entriamo nel dettaglio, e partiamo con il fattore dell’integrazione.

Nell’ambito del marketing interno, cos’è per te la “comunicazione” e quali strumenti usi per renderla efficacie?

Nel marketing interno, dipendenti e datori di lavoro sono le parti chiave nella creazione di relazioni. Il loro risultato è la creazione di un vantaggio immateriale nell’azienda e conferisce alla comunicazione un carattere unico a tutti i livelli dell’organizzazione. La comunicazione in relazione all’attuazione di altre forme di marketing interno, ad esempio integrazione e formazione, è di natura ad hoc; costruire relazioni interne basate sulla comunicazione sotto forma di dialogo sostanziale e costruttivo è molto difficile, è un processo a lungo termine che richiede il pieno coinvolgimento di manager e la consapevolezza dei dipendenti in merito ai vantaggi delle iniziative di comunicazione.

Per me, lo strumento di comunicazione più importante e probabilmente più efficace con i dipendenti è il dialogo faccia a faccia, fornendo informazioni nei consigli di amministrazione e nelle riunioni di gruppo, dove informo su strategie, attività e questioni attuali, quindi ricevo un feedback. Viene stabilito un dialogo aperto basato su relazioni positive: è qui che inizia la motivazione della squadra”.

Quali sono i fattori per ottenere una buona comunicazione in un team?

Hmm, la comunicazione non può certamente essere accidentale, deve essere costruttiva e sostanziale, adattata alle esigenze e alle aspettative del destinatario; a mio avviso, uno dei fattori più importanti è l’apertura nel dialogo, la volontà di comunicazione reciproca e la consapevolezza dei benefici della conversazione.”

Credi che una buona comunicazione influisca anche su altre forme di internal marketing come, l’integrazione, la formazione e la motivazione?

Nella prima intervista ho descritto le sinergie e l’impatto di ogni forma con riferimento alla mia esperienza personale; per alcuni può sembrare ridicolo, ma per me si può paragone il marketing interno ad una carrozza per cavalli: ogni ruota del carro è una forma di internal marketing (integrazione, formazione, motivazione e comunicazione), se ne funzionano solo tre la carrozza non andrà avanti. Devo ammettere che il marketing interno è sangue, sudore e lacrime, ma per me si è rivelato essere la chiave del successo della squadra. Quindi ti dirò che senza comunicazione interna, non esiste marketing interno!”.

Interviene sul tema anche Patrycja Dańków, sociologa e psicologa che si occupa di comunicazione con clienti di società internazionali.

Patrycja, sei d’accordo con Mariusz? Come valuti, tramite la tua esperienza personale, la “comunicazione“?

Le parole chiave per me sono le stesse citate da Mariusz, in base alle quali sottolinea che i fattori più importanti di una comunicazione sana sono la volontà e l’apertura al dialogo che genera benefici per entrambe le parti. Ecco come funzionano le vendite sane, grazie alle quali guadagna il venditore, ma anche il cliente che risolve i suoi problemi acquistando un servizio o un prodotto. Sotto tutti i punti di vista, ci deve essere apertura al dialogo.

Come psicologo e specialista responsabile della comunicazione con i clienti, devo ammettere che la cosa più importante nel dialogo è la capacità di ascoltare e porre domande.

Molti sociologi, psichiatri e psicologi descrivono la società odierna come narcisistica, che si concentra principalmente sulla soddisfazione dei propri bisogni senza considerare l’altra parte. C’è una carenza di persone che possono ascoltare e questo, secondo gli esperti, è il più alto livello di comunicazione verbale. Come risultato di questo funzionamento, abbiamo a che fare con persone con bassa tolleranza alla frustrazione, che rispondono alle critiche con rabbia o che proprio non le accettano. Questo, a sua volta, è il risultato del vuoto, un senso di rifiuto che genera numerose paure. L’argomento è ampio, ma lo si può così sintetizzare”.

Stando ad alcuni report, lo stress lavoro-correlato è molto elevato in Polonia rispetto ad altri paesi europei. Nello specifico, vengono individuati 7 punti che portano allo stress lavoro-correlato (approfondimento al link). Pensi che i problemi principali siano quelli menzionati nell’articolo? Secondo te, cosa genera questi problemi?

Molto schiettamente: l’uomo è responsabile di tutti questi sfortunati sette casi citati nell’articolo. Perché? Perché è responsabile sia dello sviluppo tecnologico che della personalità.

Conosciamo il detto “il pesce puzza dalla testa”? Per me, un’azienda è costituita da persone, in particolare dirigenti, e la qualità dell’intera organizzazione dipende in larga misura da esse. A mio avviso, il problema principale di tali società sono le persone che non vogliono o non hanno strumenti per cambiare.

Nelle aziende che vogliono crescere, ci dovrebbe essere lo spazio per la cooperazione con degli esperti, a partire dal management fino a coinvolgere l’organizzazione. È necessaria un’unica condizione: la “testa” deve essere coinvolta per prima.

Ho avuto il piacere di lavorare in un’organizzazione, essendo un team manager delle vendite, dove c’era un trainer/coach interno che si incontrava con noi sia individualmente che in gruppo, sviluppando le nostre competenze trasversali. Abbiamo regolarmente discusso con lui dei nostri problemi e delle nostre sfide: è stata un’esperienza straordinaria, estremamente evolutiva per il management. C’era un aspetto negativo: la “massa” non ha partecipato al processo di cambiamento. I manager hanno lavorato su sé stessi, la comunicazione dal basso è cambiata, ma mancava la stessa visione in cima alla gerarchia. Sfortunatamente, il risultato è stato deplorevole perché la maggior parte dei leader ha lasciato l’azienda quando ha ampliato la propria consapevolezza ed acquisito la necessaria conoscenza per diffondere la mentalità, il cambiamento.”

Dal tuo punto di vista, l’uso di Mariusz di determinati comportamenti legati alla “comunicazione interna” può aiutare a risolvere i problemi, a migliorare l’atmosfera sul lavoro e, quindi, ad ottenere risultati migliori per l’intera impresa?

Sì, i cambiamenti richiedono tempo ed una figura guida. A mio avviso, vinceranno le organizzazioni che promuoveranno le figure che incentivano lo sviluppo continuo, i manager che implementano le soft skills, si concentrano sull’autogestione e sullo sviluppo personale.”

Autore: Francesco Puppato

Vive in Polonia dove ricopre il ruolo di Plants Controller per Rosa Europe; parla quattro lingue (italiano, inglese, polacco e francese) ed ha precedentemente lavorato nel dipartimento finanziario della Holding Orange1. Laureato in Economia Aziendale con indirizzo in Management ed Organizzazione presso l'Università degli Studi di Udine, ha anche un Master in "Gestione delle Risorse Umane ed Organizzazione del Lavoro" conseguito presso lo stesso ateneo. Dal 2015 al 2020 ha curato la rubrica "About economy and Social Equity"  per la rivista "Economia - ecaroiundworld", dal 2017 al 2019 ha collaborato con "Wall Street Italia", nel 2019 con "Economista.info" mentre dal 2020 collabora con "Wall Street Cina" e "Gazzetta Italia". Founder di "General Magazine", ha ottenuto, tra gli altri, il patentino Bloomberg, l'Europass Mobilità e l'ECDL.

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