Primo maggio, Univendita-Confcommercio: sfide epocali ma lavoro resti centrale

Sinatra: da una parte la concorrenza globalizzata e pressioni a catene internazionali del valore, dall’altra rivoluzione tecnologica, digitalizzazione, robotica e AI.

“Da una parte la concorrenza ormai globalizzata e le pressioni connesse alle catene internazionali del valore. Dall’altra la rivoluzione tecnologica, con la digitalizzazione, la robotica e l’Intelligenza artificiale che aprono scenari impensabili fino a pochssimi anni fa. Il lavoro affronta cambiamenti e sfide epocali, ma la sua centralità rimane indissolubilmente legata alla realizzazione piena della persona e all’avanzamento civile e sociale della nostra comunità. Ecco perché dobbiamo impegnarci, ogni giorno, per tutelarlo e promuoverlo”.

Lo dice Ciro Sinatra, presidente di Univendita, la principale associazione della vendita diretta in Italia, aderente a Confcommercio, in vista del Primo Maggio.

“Il nostro settore e in particolare le nostre associate – prosegue Sinatra – cercano costantemente di valorizzare incaricati alla vendita e agenti. Le aziende offrono infatti una remunerazione ben commisurata all’impegno, prospettive di carriera, formazione continua e gratuita, un bilanciamento flessibile tra tempi di vita e di lavoro, ma soprattutto la possibilità di realizzarsi attraverso autonomia, creatività e relazioni umane capaci di arricchire. Non a caso il comparto attira molti giovani e soprattutto moltissime donne, che rappresentano circa il 90% della forza lavoro. Tutte le indagini sul settore testimoniano la soddisfazione dei nostri dipendenti e collaboratori. Ma dietro i numeri non c’è alcuna ricetta segreta – conclude il presidente Univendita – si tratta solo della consapevolezza che senza il lavoro delle persone un comparto che fattura oltre 3 miliardi l’anno semplicemente non esisterebbe“.

Ecco le città più felici al mondo

La classifica delle prime 10.
La prima italiana la troviamo al 25esimo posto.

A stabilire quali siano le città più felici d’Italia è l’Happy City Index 2025, che si basa su fattori come economia, ambiente, innovazione, inclusione ed istruzione.

Ecco, come riporta Men’s Health Italia, la classifica delle prime 10 città più felici al mondo:

  • Copenhagen (Danimarca)
  • Zurigo (Svizzera)
  • Singapore
  • Aarhus (Danimarca)
  • Anversa (Belgio)
  • Seoul (Corea del Sud)
  • Stoccolma (Svezia)
  • Taipei (Taiwan)
  • Monaco (Germania)
  • Rotterdam (Paesi Bassi)

Per quanto riguarda l’Italia, la prima città è Milano, che in scala mondiale si piazza al 25esimo posto.

Seguono poi Torino (38esimo posto), Firenze (60esimo posto) e Bologna (67esimo posto).

Oltre le prime 100 città mondiali, troviamo Roma, Genova (122esima), Palermo (152esima) e Napoli (170esima).

Trasformare spese quotidiane in opportunità di risparmio senza costi e generando valore

Nasce la community ideata dall’imprenditore Mauro Cederle.
Presentazione e lancio ufficiale 20 maggio ore 21.00 online.

È stata presentata in anteprima, il 26 aprile nella splendida cornice del Lago di Garda, Social People la nuova community pensata per aiutare le persone a ottenere vantaggi concreti dalle proprie spese quotidiane, attraverso un sistema collaborativo e completamente gratuito.

Fondata e ideata da Mauro Cederle che con un’esperienza di oltre 15 anni nella costruzione e nello sviluppo di reti commerciali, negli ultimi 5 anni ha scelto di trasferire la propria attività online. Una decisione strategica, nata dalla consapevolezza che il digitale rappresenta oggi uno strumento potentissimo per connettere le persone in modo rapido ed efficace, offrendo nuove opportunità di interazione e crescita condivisa.

Social People si propone di dare un supporto concreto ai consumatori e alle famiglie, oggi in grande sofferenza economica, e di rivoluzionare il modo in cui affrontano le spese mensili, offrendo soluzioni personalizzate, analisi gratuite sulle voci di costo, per esempio sulle utenze, soluzioni efficaci e supporto all’interno della community. Il tutto senza alcun esborso economico, né costi di adesione o canoni ricorrenti, ma al contrario, generando valore.

“L’obiettivo – dichiara Mauro Cederle, fondatore Social People – è quello di offrire ai membri della community un aiuto concreto volto ad un maggiore respiro economico, soprattutto in un momento storico in cui il costo della vita è aumentato in modo significativo.”

Il pre-lancio del 26 aprile, ha avuto un grande successo e ha rappresentato una fase importante di apertura verso il pubblico, in vista del lancio ufficiale previsto nelle prossime settimane. È stata presentata in anteprima, il 26 aprile nella splendida cornice del Lago di Garda, Social People la nuova community pensata per aiutare le persone a ottenere vantaggi concreti dalle proprie spese quotidiane, attraverso un sistema collaborativo e completamente gratuito.

La nuova frontiera del welfare aziendale: dal modello tradizionale alla co-progettazione

Benefit e agevolazioni promosse in collaborazione con i dipendenti
L’esempio dello studio legale Zanon, vincitore del Welfare Index PMI.

Che il welfare aziendale sia, ormai da alcuni anni, al centro delle politiche del lavoro all’interno delle aziende italiane è ormai un fatto assodato. Meno assodato è che siano le PMI italiane ad adottare piani di welfare per i propri dipendenti rispetto alle Big Corp, le grandi aziende con più di 250 dipendenti e oltre 50 milioni di fatturato. Il Rapporto Welfare Index PMI 2024 (promosso da Generali patrocinato della presidenza del Consiglio dei Ministri) ha evidenziato che oltre il 68% delle PMI italiane supera il livello base di welfare, con un raddoppio di quelle a livello “alto” e “molto alto”. Anche le microimprese mostrano un incremento significativo. Tra i protagonisti dell’evoluzione di piani di welfare aziendali innovativi, Riccardo Zanon, titolare dell’omonimo studio di consulenza di Padova, per tre anni (2021, 2022 e 2024) si è aggiudicato il primo premio del Welfare Index PMI. «Il welfare aziendale nelle PMI italiane sta seguendo un percorso virtuoso che supera quello delle grandi corporation. Se consideriamo, come certificato dall’Osservatorio Wellbeing & Corporate di Fitprime, che le PMI spendono in media fino a 50 euro mensili per dipendente in servizi di benessere psico-fisico, mentre le grandi corporation si fermano a 2-3 euro, è presto inquadrato il contesto» spiega Zanon. Il fenomeno è particolarmente interessante se si considera che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, sono le strutture più piccole a dedicare risorse significative al benessere dei propri dipendenti: «Nelle realtà come la nostra, la vicinanza tra management e collaboratori facilita una comunicazione diretta che rende più immediata l’identificazione dei bisogni reali. Il nostro approccio è fondato sulla co-progettazione. Crediamo fermamente in un modello partecipativo dove sono i dipendenti stessi a contribuire alla definizione dei benefit. Ci siamo chiesti: cosa può fare davvero la differenza nella loro vita? E le risposte le abbiamo trovate ascoltandoli». Il nuovo piano welfare 2025 dello Studio Zanon ha introdotto un plafond di 100 euro mensili per dipendente, per un totale di 1.200 euro annui, utilizzabili entro la fine del 2025 basandosi su quattro principi fondamentali: sussidiarietà, sostenibilità, produttività e attrattività: «La sussidiarietà promuove la collaborazione tra pubblico e privato nel welfare, creando sinergie che amplificano i benefici. La sostenibilità mira a trovare quel giusto equilibrio tra lavoro e vita privata che oggi è così importante. La produttività è favorita dal benessere dei lavoratori, con una dimostrata riduzione di assenteismo e turnover. L’attrattività rappresenta il valore aggiunto che ci distingue sul mercato del lavoro» precisa Zanon. Il piano comprende, tra le altre cose, supporto per la famiglia con asili nido e campus estivi, aiuto per gli interessi sui mutui, istruzione, previdenza integrativa, attività ricreative, e servizi per la salute e lo sport. «Una delle novità che stiamo osservando nel panorama del welfare è una crescente attenzione al benessere psico-fisico, e anche noi abbiamo ampliato le nostre opzioni in questa direzione –prosegue Zanon-. Una mente sana in un corpo sano è fondamentale per la produttività e la serenità di tutti».

Tra le novità più originali del nuovo piano, il servizio di maggiordomo aziendale, che consente ai dipendenti di ricevere consegne personali direttamente in ufficio: «Sembra una piccola cosa, ma alleggerisce notevolmente lo stress legato alla gestione di commissioni quotidiane», commenta Zanon. Dal punto di vista fiscale, il piano si inquadra nell’art. 51 del TUIR: i flexible benefit non concorrono a formare il reddito, generando vantaggi sia per i dipendenti che per l’azienda. Entro i limiti previsti dalla normativa (1.000 euro o 2.000 euro per chi ha figli a carico), i benefit non sono soggetti a tassazione. «I risultati ci danno ragione –continua Zanon-; le imprese con welfare evoluto ottengono performance di produttività nettamente superiori. Nel 2021, l’utile sul fatturato delle aziende con livello di welfare molto alto è stato doppio rispetto a quello delle aziende a livello base: 6,7% contro 3,7%. Abbiamo constatato una diminuzione dell’assenteismo e del turnover, e un incremento della produttività complessiva. Inoltre, un welfare aziendale evoluto è diventato un elemento cruciale per attrarre e trattenere talenti. Le PMI si stanno dimostrando un vero e proprio esempio virtuoso da seguire, con una maggiore rapidità e, in proporzione, una maggiore generosità nell’adozione di questi programmi –conclude-. Questo contribuisce non solo al successo economico delle nostre imprese, ma anche al benessere sociale delle comunità in cui operiamo. Non esiste un modello universale di welfare: ogni azienda deve trovare la propria formula, ma la co-progettazione è la chiave per ottenere risultati molto soddisfacenti».

Bialetti venduta ai cinesi

Altro storico marchio made in Italy che passa di mano.
Ecco le origine della parola Moka e del logo (l’omino coi baffi).

Un altro simbolo del made in Italy passa di mano. Stavolta a cambiare bandiera è la Bialetti, simbolo italiano del caffè.

NUO Octagon ha sottoscritto due contratti di compravendita per l’acquisto complessivamente del 78,56% del capitale di Bialetti. A seguito del closing, spiega una nota, scatterà un’Opa obbligatoria sulle restanti azioni.

Il valore implicito dell’acquisto delle partecipazioni in Bialetti risultato non inferiore a 42.634.000 euro conseguentemente il corrispettivo dell’Opa sarebbe non inferiore a 0,467 euro per azione.

Anche dopo il closing, il Gruppo beneficerà dell’apporto manageriale di Egidio Cozzi in qualità di amministratore delegato in continuità con la precedente gestione. Lo stesso, come riporta Agi, ha dichiarato quanto di seguito:

“Oggi Bialetti è un’azienda più solida, forte di una visione strategica chiara e di un marchio riconosciuto a livello globale. Questo traguardo è il risultato di un impegno costante, della determinazione del nostro team e della fiducia riposta in noi dagli stakeholder. Con l’ingresso di NUO si apre un nuovo capitolo, ricco di opportunità: continueremo a investire in innovazione, internazionalizzazione e autenticità, mantenendo sempre al centro la passione per il caffè e l’eccellenza del made in Italy“.

Sul tema è intervenuto anche Francesco Ranzoni, presidente del Consiglio di amministrazione di Bialetti Industrie:

“Ho acquistato questo meraviglioso marchio più di 30 anni fa. Bialetti oggi è una realtà internazionale con un grande potenziale. In questi anni abbiamo attraversato momenti storici complessi, ma con passione, dedizione e spirito di squadra siamo sempre riusciti a guardare avanti e a far crescere l’azienda. L’ingresso di Nuo rappresenta ora una leva strategica per rafforzare ulteriormente il brand e consolidarne il posizionamento sui mercati esteri“.

Nel 1933, Alfonso Bialetti dà vita alla Moka Express: rivoluzionerà il modo di preparare il caffè a casa, accompagnando il risveglio di generazioni di italiani e facendo dell’azienda, grazie anche all’ambizione del figlio Renato, uno dei principali produttori italiani. Il nome? Deriva dalla città di Mokha nello Yemen, una delle prime e più rinomate aree di produzione del caffè.

A rendere iconica la Moka trasformando Bialetti in un brand di successo è anche “l’omino con i baffi” nato dalla matita di Paul Campani, che dopo aver accompagnato generazioni nel “Carosello” oggi è presente su tutti i prodotti dell’azienda.