Come ogni anno, in molte città italiane viene celebrato il Giorno del Ricordo in memoria delle numerose vittime dell’eccidio delle Foibe, una tragedia italiana a cui forse in passato non è stata data la giusta importanza.
Il termine foiba deriva dal nome che viene dato in Venezia Giulia agli inghiottitoi, punti in cui l’acqua si immette nel sottosuolo, tipici della regione carsica. Queste vere e proprie caverne verticali venivano usate dai partigiani comunisti, guidati dal maresciallo Tito, per giustiziare molti italiani, i quali in quel periodo storico vennero condannati a morte con esecuzioni sommarie, da tribunali partigiani improvvisati. Le vittime venivano legate insieme e gettate nelle foibe, spesso ancora vive, oppure in alternativa, venivano prima fucilate sull’orlo delle stesse. Inoltre, molti italiani morirono anche a causa dalle deportazioni nei campi di prigionia jugoslavi.
Una prima fase di violenze si verificarono dopo l’8 settembre 1943 e colpirono soprattutto l’Istria, dove si diffuse un odio generalizzato nei confronti degli italiani. Mentre una seconda fase, la più violenta, avvenne nella primavera del 1945, quando l’esercito partigiano del maresciallo Tito prese il controllo, oltre che dell’Istria, anche delle città di Trieste e Gorizia. Le vittime di quella che fu una vera e propria pulizia etnica non vennero scelte solo tra i rappresentati di quello che era stato il governo fascista o tra gli oppositori politici, ma anche tra persone di spicco della comunità italiana, le quali, in qualche modo, venivano considerate dai partigiani jugoslavi come possibili nemici dello stato comunista jugoslavo, che venne creato di lì a poco.
I numeri relativi a questa terribile pagina storica italiana non sono minimanente trascurabili. Secondo le stime, furono tra i 5.000 ed i 10.000 gli italiani giustiziati, a cui bisogna aggiungere anche tra i 250.000 ed i 350.000 italiani che furono costretti a lasciare le proprie abitazioni in Istria e Dalmazia, evento storico noto come Esodo giuliano-istriano-dalmata.
Il Giorno del Ricordo venne istituito solamente con legge del 30 marzo 2004, appunto per commemorare solennemente, il 10 febbraio di ogni anno, le vittime della tragedia delle Foibe. Per molti anni, quindi, questa tragedia italiana è stata quantomeno ignorata, se non volutamente nascosta, molto probabilmente per motivazioni politiche.