Pasta con le sarde: la Tradizione Agrigentina del Venerdì Santo

Ad Agrigento, la mia città, la pasta con le sarde è molto più di un semplice pranzo: è memoria, devozione, festa di sapori antichi.

In Sicilia ogni piatto è una storia, e spesso anche una piccola leggenda.

E io adoro le leggende.
Ad Agrigento, la mia città, la pasta con le sarde è molto più di un semplice pranzo: è memoria, devozione, festa di sapori antichi.

Qui da noi, per motivi che restano un po’ misteriosi, questo piatto viene affettuosamente chiamato “a pasta milanisa”.
Niente a che vedere con Milano, ovviamente! Si pensa che sia un modo ironico dei nostri nonni di battezzare un piatto povero con un nome “ricco” oppure per via dei colori contrastanti che ricordano la casacca milanese (va a sapere!), oppure ancora, e questa è l’ipotesi che a me piace di più perché credo sia vera.
Gli emigrati al nord quando tornavano giù in Sicilia, questo era il primo piatto che chiedevano di gustare perché aveva e ha dentro il sapore del mare e l’odore della campagna selvatica.
Ma la verità forse non la sapremo mai. E forse è meglio così.

Tradizionalmente si prepara per il Venerdì Santo, rispettando l’usanza di non consumare carne e usando il pesce povero: le sarde fresche.
A dare profumo al piatto ci pensa il finocchietto selvatico, raccolto lungo i sentieri di campagna, e la muddrica atturrata (mollica tostata), che rende ogni boccone fragrante e saporito.

La Vera Ricetta Agrigentina della Pasta con le Sarde


Ingredienti:
Pasta lunga (bucatini o spaghetti)
Sarde freschissime, pulite e diliscate
Finocchietto selvatico
Cipolla dorata
Concentrato di pomodoro
Un po’ di passata di pomodoro
Olio extravergine d’oliva
Pinoli tostati
Uva passa ammollata
Sale e pepe
Mollica di pane raffermo (muddrica atturrata)

Preparazione:
1. Lessare il finocchietto in acqua salata, scolarlo, tritarlo finemente, e conservare l’acqua per cuocere la pasta.
2. Soffriggere la cipolla tritata in olio abbondante.
3. Aggiungere le sarde pulite, facendole sciogliere dolcemente.
4. Unire il concentrato di pomodoro diluito con poca passata, i pinoli, l’uvetta fatta rinvenire in poca acqua calda e far insaporire il tutto.
5. Aggiungere il finocchietto tritato, aggiustare di sale e pepe.
6. Cuocere la pasta nell’acqua del finocchietto, scolarla al dente e mescolarla al condimento.
7. Completare il piatto con abbondante muddrica atturrata, fatta tostare in padella a parte, con un filo di olio evo.
Consiglio di famiglia:
La pasta deve essere “conzata” bene, avvolta dal sugo, senza eccessi, e ogni forchettata deve portare con sé i profumi della terra e del mare.
La pasta con le sarde agrigentina è un inno alla semplicità e all’ingegno contadino.
È il piatto che racconta la nostra storia, i nostri sapori e quella voglia tutta siciliana di trasformare ingredienti umili in poesia da mangiare.

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Autore: Ketty Zambuto

Nata ad Agrigento il 2 ottobre 1968, ha vissuto nella sua città d'origine fino all'ottobre del 2020, quando una nuova opportunità lavorativa l'ha portata a Milano, città che ha imparato a conoscere e amare. Attualmente lavora come personale ATA in una scuola milanese. Nel corso della sua carriera, ha accumulato una vasta gamma di esperienze professionali: ha iniziato come centralinista per un'impresa edile nel 1991, ha lavorato come contabile nella ditta di trasporti del padre fino al 1993 e, nello stesso anno, si è sposata e ha gestito con il marito un'attività di assistenza e vendita di macchine per ufficio e commercio. Durante le stagioni estive, ha collaborato anche nella cucina di ristoranti. La passione per la scrittura l'ha accompagnata da sempre. Ha esordito con un racconto per il libro saggio "Da un'avversità nasce un'opportunità" (Biblios Edizioni). Successivamente, ha pubblicato autonomamente "Puro Amore" nel 2023, una storia di vita vera, e "Diario di una musa" nel 2025, un'autobiografia che narra la nascita di un amore.

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