L’Ue sanziona la Polonia: regole troppo rigide per il permesso di soggiorno

Il Paese richiede ulteriori requisiti rispetto alle direttive Ue per tutelarsi dall’immigrazione illegale.
La Commissione: viola la libera circolazione delle persone.

La Commissione Europea ha richiamato la Polonia per non aver rispettato le norme dell’UE sulla libera circolazione delle persone, in particolare riguardo ai diritti dei familiari estesi dei cittadini dell’Unione.

Secondo la Commissione, la legislazione polacca impone requisiti aggiuntivi ai familiari estesi rispetto ai familiari stretti per ottenere il diritto di soggiorno permanente.

Ad esempio, come riporta Polonia Oggi, i familiari estesi cittadini di altri Stati membri devono soddisfare condizioni più severe, mentre quelli provenienti da paesi terzi sono soggetti alle normative migratorie generali, che richiedono permessi di lavoro per l’occupazione.

Questo trattamento differenziato è considerato una violazione della direttiva UE sulla libera circolazione.

La Polonia ha ora due mesi per rispondere e correggere le infrazioni segnalate; in caso contrario, la Commissione potrebbe procedere con ulteriori azioni legali.

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Autore: Francesco Puppato

Vive in Polonia dove ricopre il ruolo di Lead Finance Controlling per una multinazionale del tabacco; precedentemente è stato Senior Controller, Supervisore del reparto logistico e BMW Task Force Manager per una holding italiana operante nel settore dell'automotive e prima ancora responsabile del Controllo di Gestione per gli stabilimenti polacchi di una holding italiana del settore del bianco, partendo dal dipartimento finanziario di una multinazioanle italiana attiva nel settore dei motori elettrici. Laureato in "Economia Aziendale" con indirizzo in "Management ed Organizzazione", parla quattro lingue (italiano, inglese, polacco e francese) ed ha poi conseguito 12 Master e 6 certificazioni. Dal 2015 al 2020 ha curato la rubrica "About economy and Social Equity"  per la rivista "Economia - ecaroundworld", dal 2017 al 2019 ha collaborato con "Wall Street Italia", nel 2019 con "Economista.info" mentre dal 2020 collabora con "Wall Street Cina", "Gazzetta Italia" e "Polonia Oggi", dal 2021 con "RisorseUmane-HR". Founder di "General Magazine".

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