“In tre parole posso riassumere
tutto quello che ho imparato sulla vita:
si va avanti”.
(Robert Lee Frost)
“In three words I can sum up
everything I’ve learned about life:
it goes on“.
(Robert Lee Frost)
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“In tre parole posso riassumere
tutto quello che ho imparato sulla vita:
si va avanti”.
(Robert Lee Frost)
“In three words I can sum up
everything I’ve learned about life:
it goes on“.
(Robert Lee Frost)
A breve il primo torneo europeo.
Per molti, ora più che mai, vale il motto “l’importante è partecipare”.
Il sesso diventa ufficialmente uno sport.
Non solo. A breve si terrà anche il primo torneo europeo.
Ad organizzarlo è la Svezia, precisamente la Swedish Sex Association (ovvero la Federazione svedese del sesso), che oggi 8 giungo aprirà le porte qualsiasi cittadino continentale.
Le regole ed il funzionamento del torneo? In termini di tempistiche, si parla di diverse settimane in cui ogni partecipante dovrà competere per 6 ore al giorno.
Inoltre, ci saranno ben 16 discipline tra cui seduzione, sesso orale e penetrazione.
A riportare la notizia sono già diverse testate come il Daily Mirror, Il Primato Nazionale e molte altre; sul tema è intervenuto anche il presidente della Swedish Sex Association, Dragan Bratych, che ha dichiarato che l’obiettivo della definizione del sesso come sport è massimizzare il piacere, il quale sarebbe incasellato in un sistema di punti: più piacere si prova, più se ne ottengono durante le sfide.
Poi ci saranno le valutazioni finali in una divisione di 70% di voti del pubblico e 30% di voti della giuria.
Sarebbero già 20 i concorrenti che hanno presentato la domanda.
Inutile dire che, ironicamente o meno, sono già in molti ad appellarsi ora più che mai al motto “l’importante non è vincere, ma partecipare”.
Neuralink ottiene il via libera; già testato sugli animali.
Lo scopo è far interfacciare i cervelli con i computer.
Neuralink ha annunciato di aver ottenuto l’approvazione dalle autorità di regolamentazione statunitensi per testare i suoi impianti cerebrali nelle persone.
La start-up di Elon Musk ha affermato che l’autorizzazione della Food and Drug Administration (Fda) per il suo primo studio clinico sull’uomo è “un primo passo importante” per la sua tecnologia, che ha lo scopo di consentire ai cervelli di interfacciarsi direttamente con i computer.
Più precisamente, come riporta Il Sole 24 Ore, le sue parole sono state le seguenti:
“Si tratta di un primo passo importante che consentirà un giorno alla nostra tecnologia di aiutare molte persone», ha spiegato l’azienda californiana sul proprio account Twitter, aggiungendo che «le assunzioni per le sperimentazioni cliniche non sono ancora aperte“.
Le persone potrebbero quindi pagare qualche migliaio di dollari per dotare il proprio cervello della potenza del computer.
Per Elon Musk questi chip devono consentire all’umanità di raggiungere una “simbiosi con l’Ai“, nelle sue parole del 2020 pronunciate alla conferenza annuale dell’azienda.
Alla fine di novembre, su Twitter, aveva dichiarato:
“Ora siamo fiduciosi che il dispositivo di Neuralink sia pronto per l’uomo, quindi la tempistica dipende dal processo di approvazione della Fda“.
Finora prototipi delle dimensioni di una moneta sono stati impiantati nei crani degli animali.
Diverse scimmie sono così in grado di “giocare” ai videogiochi o di “digitare” parole su uno schermo semplicemente seguendo con gli occhi il movimento del cursore.
Altre aziende stanno lavorando per controllare i computer con il pensiero, come Synchron che ha annunciato nel luglio 2022 di aver impiantato la prima interfaccia cervello-macchina negli Stati Uniti.
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“I più veloci a tramutarsi in croci.
Vestono il colore della morte,
ma sono la più bella espressione della vita”
(Lapidario di Santo Stefano – Bologna.
18/06/1836: nascono i Bersaglieri)
9 economisti su 10 vedono nell’Italia l’anello debole dell’Ue.
Crosetto critica i troppi poteri alla Banca centrale.
Il debito? È un problema vostro. Così la Bce all’Italia
Non si placa la polemica dopo l’articolo del Financial Times, secondo il quale nove economisti su dieci vedono l’Italia come l’anello debole dell’Unione europea dopo i rialzi dei tassi Bce.
Recentemente è sceso in campo il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che in un’intervista a Repubblica ha detto di non “comprendere le ragioni che hanno spinto la Bce a cambiare politica sugli acquisti di Stato europei, in un momento economicamente già molto complesso”.
In particolare, come riporta Il Giornale, Crosetto ha criticato non tanto i rialzi dei tassi, ma la decisione di ridurre di 15 miliardi al mese l’acquisto di titoli di Stato. Una decisione che ha fatto salire i rendimenti dei titoli sovrani dell’area euro, tra cui il Btp italiano.
Il ministro di Fratelli d’Italia ha criticato organismi come Bce ed Eba “che rispondono solo a se stessi” e hanno possibilità “di incidere sulla vita dei cittadini in modo superiore alla Commissione europea e soprattutto ai governi nazionali”. Il leader di Azione, Carlo Calenda, ha polemizzato definendo l’intervista “demenziale dal punto di vista tecnico”, in quanto la Bce deve contrastare l’inflazione, e “pericolosa perchè riesuma tutto l’arsenale di fesserie sovraniste”.
Un’altra risposta alle critiche italiane è arrivata proprio da Francoforte, con un post pubblicato ieri sul blog della Bce dal titolo “Politica fiscale: dal pasto gratis a quello accessibile”.
Il testo ammette che per i governi è diventato più costoso finanziarsi, ma “il debito pubblico può rimanere su un percorso solido”.
La velina all’Italia si fa più evidente quando si sottolinea che “gli investitori sono diventati più restii a detenere attività più rischiose” e “prestano attenzione alla sostenibilità del debito”.
Ergo: la colpa è principalmente dell’Italia, e del suo maxi debito, se i rendimenti si sono alzati molto (ieri il Btp decennale rendeva il 4,24%, più del triplo di un anno fa). L’istituto centrale, tuttavia, rassicura sul fatto che un’inflazione più elevata tende a migliorare la sostenibilità fiscale per effetto dell’aumento del gettito di alcune imposte, come per esempio l’Iva.
Non sembra dunque essere all’orizzonte un rallentamento sul rialzo dei tassi. Anche se qualche buon segnale si è materializzato tra il calo dell’inflazione tedesco a cui si è aggiunto, ieri, il dato francese che, a sorpresa, è risultato in calo a dicembre al 5,9% contro il +6,2% di novembre.
Oggi sarà il turno del dato italiano che potrebbe certificare una volta in più il rallentamento della corsa dei prezzi e riequilibrare un po’ lo scontro tra falchi e colombe, che in sede Bce vede per il momento prevalere i primi.
Se, da un lato, l’aumento dei tassi pare inevitabile a fronte di un’inflazione così elevata, dall’altra il rischio è di forzare troppo la mano e di rovinare l’ottimo momento dell’Italia che è la terza economia dell’area euro. Come riporta il Sole 24 Ore, quest’ anno Il Paese dovrà mettere sul mercato Btp fra i 310 e i 320 miliardi.
Un bilancio che sale a 510 miliardi con Bot e altre emissioni a breve. Si va verso una spesa per interessi da 270,2 miliardi tra 2023 e 2025 (contro i 186,1 calcolati nel Def di aprile).
Il Tesoro, tra l’altro, chiederà aiuto agli investitori retail, con una o più emissioni nel 2023 del Btp Italia.
Il Paese può farcela, ma il dubbio è se non sia il caso di mettere in campo uno strumento più potente del Tpi per tenere a bada i rendimenti sovrani. Per il vantaggio di tutti, non solo dell’Italia.