Il Mondo di Ketty – La pasta ‘ncasciata di mamma Gina

La pasta ‘ncaciata: il sapore delle feste e dei ricordi di famiglia.


Aprile è arrivato, e con lui le feste pasquali. E come ogni anno, insieme alla primavera, riaffiorano i ricordi più dolci della mia infanzia.

Da bambina, Pasqua significava solo due cose: vacanze scolastiche e quelle lunghissime tavolate colorate, stracolme di ogni ben di Dio, che mia nonna materna preparava con maestria. Tavolate che, come per magia, sembravano allungarsi ogni anno di qualche centimetro in più, giusto per farci stare tutti: zii, zie, cugini e, ovviamente, noi piccoli monelli, sempre pronti a dare l’assalto alla cucina.

Il nostro compito, infatti, era uno solo: rubare. Un pezzo di formaggio, una fetta di prosciutto, un tocco di salame… eravamo ladri d’ingredienti, e con la scusa dell’innocenza infantile, tutto ci veniva perdonato. Anzi, se eravamo pure un po’ grassottelli, meglio ancora! Perché, si diceva: “Talia chè sciaqquatu, u ritrattu da saluti è” (“Guarda che bello, si vede che sta benissimo”).

Ma c’era qualcuno che non godeva della stessa indulgenza: zio Ninì. Lui era il vero professionista del furto culinario, un ladro seriale di provviste che agiva senza alcun pudore sotto il naso della nonna. E la nonna, puntualmente, lo ammoniva con la sua frase minacciosa: “Si manca puru sulu ‘na briciola, tu manci nenti!” (“Se manca anche solo una briciola, tu non mangi niente!”). Ovviamente, lo diceva ogni anno… e ogni anno lui mangiava lo stesso.

Tra il trambusto organizzato della cucina, ogni donna aveva il suo ruolo preciso. Le zie, mia madre, tutte indaffarate, sapevano esattamente dove mettersi e cosa fare. E tra loro, la regina della pasta ‘ncasciata era lei: la mia mamma, Gina, la più grande delle sorelle.

Un giorno le chiesi perché si chiamasse così. Lei, con la sua solita sapienza culinaria, mi spiegò che ‘ncasciata significa “mescolata, amalgamata”. Tutti gli ingredienti – ragù, uova sode, prosciutto, melanzane fritte, mozzarella, formaggio e pasta già insaporita dal ragù- vengono uniti in una teglia e passati in forno, creando un’armonia perfetta. “Proprio come la nostra famiglia”, mi disse. Ingredienti diversi, ognuno con il proprio sapore, ma insieme capaci di dar vita a qualcosa di unico, buono, speciale.

Perché la pasta ‘ncasciata, da noi siciliani, non si mangia mai da soli. Chiama a raccolta la famiglia, sempre. Anche adesso che vivo lontano dalla mia terra, quando la preparo, il mio tavolo sembra allungarsi ancora, proprio come quello della nonna.

Perché la cucina è il cuore della casa. E la pasta ‘ncasciata è il cuore della Sicilia.

E così, ogni volta che il profumo del ragù si diffonde nella mia cucina, sento le voci della mia infanzia, rivedo le mani di mia madre all’opera e quasi quasi mi aspetto di vedere mio zio Ninì spuntare per rubare un pezzetto di formaggio. Purtroppo non può più farlo, ma quanto mi piacerebbe vederlo apparire ancora una volta, con quel sorriso furbo e le mani in pasta.

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Autore: Ketty Zambuto

Sono nata ad Agrigento il 2 ottobre 1968 e per molti anni quella terra, con la sua luce e il suo mare, è stata il mio centro. Ci sono rimasta fino all’ottobre del 2020, quando la vita ha deciso di sorprendermi con una nuova opportunità lavorativa. Così sono arrivata a Milano: una città che all’inizio mi sembrava immensa e distante, ma che col tempo ho imparato a conoscere, a capire e, soprattutto, ad amare. Oggi lavoro come personale ATA in una scuola milanese, un ambiente vivo, fatto di persone e storie che spesso diventano spunti preziosi. La mia vita professionale è stata un viaggio ricco e vario. Ho iniziato nel 1991 come centralinista in un’impresa edile, poi ho lavorato come contabile nella ditta di trasporti di mio padre fino al 1993. In quell’anno mi sono sposata e, insieme a mio marito, ho gestito un’attività di assistenza e vendita di macchine per ufficio. Durante le estati, mi sono anche messa alla prova nelle cucine di diversi ristoranti. Ogni esperienza mi ha insegnato qualcosa, ogni ruolo ha aggiunto un tassello alla persona che sono oggi. Dal 2026 collaboro anche come co‑host per Bello Dentro Casa Vacanze a Milano, insieme al suo host ufficiale, il mio amico siciliano Leo Cascio, attraverso il sito www.bellodentromilano.it. È un modo per accogliere viaggiatori da ogni parte del mondo e mostrare loro la Milano che ho imparato a sentire mia: quella fatta di dettagli, di calore, di piccole bellezze nascoste. La scrittura, però, è sempre stata la mia costante. Una compagna silenziosa, fedele, che mi ha seguito in ogni fase della vita. Ho esordito con un racconto nel libro-saggio Da un’avversità nasce un’opportunità (Biblios Edizioni). Nel 2023 ho pubblicato Puro Amore, una storia vera che custodisco nel cuore. Nel 2025 è arrivato Diario di una musa, un’autobiografia che racconta la nascita di un amore e, allo stesso tempo, un percorso interiore. Questo blog è il mio spazio: un luogo dove condividere pensieri, emozioni, storie e tutto ciò che la vita continua a insegnarmi. Se sei arrivato fin qui, benvenuto. Spero che tra queste righe tu possa trovare qualcosa che ti parli.

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